Di recente abbiamo iniziato a sperimentare problemi di indicizzazione su Google sia su siti multilingua da noi realizzati, che su siti su cui ci è stato chiesto di intervenire.
Considerato che, ricercando online, abbiamo trovato numerosi utenti che a loro volta si sono trovati a fronteggiare problemi simili, ho deciso di condividere qui la soluzione definitiva, sperando che possa essere utile ad altri.
In questo articolo, discuto le best practice per l’indicizzazione di siti multilingua e ripercorro tutte le fasi che hanno portato alla soluzione del problema.
Se preferisci leggere direttamente la soluzione, puoi scorrere alla sezione “La Soluzione definitiva al Problema di indicizzazione dei siti Multilingua).
Google dà delle utili interpretazioni su come gestire le versioni multilingua di un sito alla seguente pagina:
Queste indicazioni vanno valutate caso per caso, ma per la maggior parte dei progetti che partono da zero, la soluzione più semplice è quella di adottare un dominio di primo livello generico (possibilmente “.com”) e organizzare le lingue utilizzando sottocartelle specifiche per lingua ( /de, /es, /fr, ecc.).”.
esempio: https://miosito.com/en/english-translation-of-the -page
Questa, rispetto ad altre soluzioni, presenta i seguenti vantaggi:
I domini di primo livello generici (GTLD), in particolare di tipo .com, sono infatti preferibili ai domini nazionali (.it, .de, .es, ecc.) per i casi in cui l’azienda non voglia fornire solo una traduzione dei propri contenuti per gli stranieri che si trovano nel proprio paese, ma aspira a posizionare il sito anche all’estero (cd: sito multiregionale).
Dopo vari test, già da anni abbiamo scelto Polylang come plugin per realizzare siti Multilingua, in quanto permette gestione intuitiva ed efficiente delle lingue, e senza costi extra.
Queste le caratteristiche che ci hanno fatto scegliere questo plugin rispetto ad altri:
Fin dal 2022, per velocizzare l’indicizzazione dei siti che pubblichiamo creiamo un’integrazione tra la Google Search Console e Google Cloud tramite Instant Indexing API, mediante un plugin creato da Rank Math. Questo ha risolto dei ritardi di indicizzazione da parte del motore di ricerca, che a volte richiedevano settimane o mesi per rilevare e indicizzare tutte le pagine di quei siti di nuova pubblicazione che avessero più delle classiche 5-6 pagine.
Da quest’anno abbiamo scelto di sostituire definitivamente il celebre plugin Yoast SEO con Rank Math. Nonostante Yoast sia un’eccellente plugin SEO, la mia impressione è che ultimamente sia rimasto indietro nell’implementare nuove features, particolarmente dal punto di vista dell’automazione dei processi SEO e dell’ottimizzazione per le ricerche AI.
Il team di Rank Math sta facendo un ottimo lavoro negli ultimi anni, a partire dall’essere stati i primi a mettere a disposizione l’Instant indexing, anche con plugin separato dal loro SEO plugin principale.
Rank Math ha un codice più leggero, e semplifica la vita ai SEO integrando già nella versione base funzionalità più estese che altrimenti andavano gestite mediante plugin terzi, quali:
Rank Math presenta inoltre un’ottimizzazione per l’AI più avanzata, permettendo di includere maggiori dati sull’azienda nelle varie sezioni e generando un file llms.txt molto più ricco.
Nonostante tutti gli accorgimenti di cui sopra, di recente abbiamo notato che alcuni siti in multilingua tardavano a indicizzarsi e a posizionarsi su Google anche cercando il nome del brand.
Il problema non sussisteva invece su altri motori di ricerca quali Bing o DuckDuckGo.
Inoltre, cercando il brand o il dominio sul motore di ricerca, tardavano ad apparire i sitelinks come feature sulla SERP di Big G.
In breve tempo abbiamo capito che i siti interessati dal problema avevano queste carateristiche comuni: dominio .com con italiano come lingua principale e /en come sottodirectory per la traduzione in inglese.
Considerato che la questione tocca i siti soltanto su Google, ma non su altri motori di ricerca, abbiamo capito che il problema deriva dal fatto che il motore di ricerca non capisce qual è la lingua principale.


Nel 2022 Google ha abbandonato lo strumento per impostare il Targeting Internazionale all’interno della Search Console.
Conseguentemente, la corretta indicizzazione è stata demandata ai tag hreflang, che per i siti WordPress vengono settati dai plugin multilingua quale Polylang, oltre che alle sitemap e alle strutture delle URL.
Non potendo più contare sul tool per settare e correggere i problemi di targeting internazionale, abbiamo risolto i primi casi di problemi di indicizzazione impostando manualmente i canonical tags, anche se questa operazione non dovrebbe essere necessaria, in quanto i plugin SEO tendono a impostarli automaticamente.
Più di recente però, quella soluzione non ha funzionato su nuovi siti interessati dal problema, e anzi ha causato dei problemi di URL mancanti nella sitemap su un sito multilangual tradotto in 3 lingue.
Inizialmente, abbiamo pensato che fosse un problema di compatibilità tra il plugin SEO e quello Multilingua. Effettivamente, Rank Math dichiara sul proprio sito che Polylang non ha una compatibilità nativa con Rank Match, e propone una soluzione mediante codice php che puoi trovare a questa pagina: https://rankmath.com/kb/polylang-compatibility/
Il problema però si presentava identico anche con siti che montano Yoast come plugin SEO.
Prima di lanciarci in soluzioni di hard-coding, abbiamo quindi voluto provare qualcosa di più semplice.
Per risolvere definitivamente il problema di indicizzazione, è bastato togliere il flag all’opzione “Nascondi le informazioni relative alla lingua dall’URL della lingua predefinita” all’interno della sezione “Modifiche alle URL” delle impostazioni di Polylang.
In questa maniera, il codice della lingua /it è stato incluso anche nelle URL in italiano e sulla homepage, coerentemente con l’impostazione “la lingua viene impostata dal nome della directory nei pretty permalink” nella stessa sezione delle impostazioni.
Questo dà un aspetto meno pulito alle URL della lingua principale (particolarmente alla home, che ora include il codice di lingua anche per l’italia), ma ovviamente le preferenze “estetiche” soccombono davanti alla necessità di una corretta indicizzazione.
Molte delle maggiori aziende italiane (con siti sviluppati sia custom che con CMS), hanno infatti adottato questa soluzione, (Ferrero, Essilor Luxottica), a volte includendo anche il codice del del paese accanto a quello della lingua nelle URL es: hreflang=”en-us” (Ferrari, Barilla, Pirelli, ecc.)
Per velocizzare l’indicizzazione delle modifiche dopo aver incluso il codice di lingua nelle URL, abbiamo rifatto la submission di tutte le pagine italiane, tramite Instant Indexing, cancellato e ricaricato la sitemap su Search Console e… BANG! Già il giorno dopo tutte le URL erano online e il sito appariva per primo ricercando il nome del brand. Tempo pochi giorni sono apparsi anche i sitelink. Problema risolto.
Per i siti multilingual, è inoltre consigliabile lasciare disabilitata l’opzione che ridirige in automatica gli utenti in base alla lingua del proprio browser. Questa impostazione, benché apparentemente utile, potrebbe redirigere anche i crawler di Google (che tendenzialmente visitano il sito a partire dagli Stati Uniti), impedendogli di analizzare le pagine nelle lingue diverse dall’inglese, creando così ulteriori problemi d’indicizzazione.
Nel caso di siti multilingua con domini a estensione generica ( come .com) e lingue gestite tramite sotto directory, è necessario includere il codice di lingua in tutte le URL, compresa la lingua predefinita, particolarmente se questa non fosse l’inglese.
Ringrazio Mickey D’iorio per essere stato parte determinante nel trovare la soluzione definitiva al problema di indicizzazione.